| Arriviamo al punto cruciale dell’argomento. Tutto incominciò per poter apprendere e approfondire le conoscenze della rete, capirne i meccanismi. Adesso trovandomi nel dopo, con tre blog sulle spalle, ho dapprima eliminato il più inutile ed insulso nonsense blog della triade. Poi, avendo passato poco tempo in questa bottega, anche questa ha deciso di chiudere. Trascurata e lercia mi ha voltato le spalle, ammutinamento! Antiquariato e tappeti volanti in saldo chi vuole comprare si faccia avanti. Svenduto pure l’ultimo bullone non rimane più nulla oramai. Trasportate dalla corrente del mare in tempesta, web. Rimasugli di punti di vista continueranno ad essere visti. Questo blog rimane nelle mani del blog stesso, la bottega ha il potere, ora. | Le premesse. Considerando che, nonostante il buonissimo servizio offerto da WordPress e un altrettanto soddisfaciente sistema di rappresentazione grafica abbastanza semplice ma un’affluenza mai eccelsa da permettere un duraturo impiego del blog, avendo trovato un’affinità elevata dopo tre tentativi con il sistema Blogger in quel blog adesso mio fisso, ho deciso di mantenerne solo uno, convogliare le energie solo su uno e rimanere meno impegnato su più dispersivi fronti. Quindi, se capitate per caso su questa pagina e volete proseguire nelle ricerche della vasta rete, oh pescatori, raggiungete il mio blog III e sarete benvenuti, anzi salutandovi subito: |
The song of lunch – Niall MacCormick
Regia: Niall MacCormick |
Consigliato da Indiana Jones (Alice). La pausa pranzo. Un vissuto uomo lascia il proprio ufficio ansioso di incontrare l’ex compagna, in un ristorante
Il cambiamento è dietro l’angolo, riesumare vicissitudini relative a quel periodo della sua vita in cui ogni esperienza era collegata alla sua donna, il cambiamento; ma è lui ad essere cambiato?
Il tempo è diventato arrogante e cattivo. Come può una persona rimanere al passo? Persino quel ristorante italiano risuscitato dal passato in una maschera rinnovata. L’impatto con la differenza, uno squarcio temporale permette di raffrontare due epoche distanti contenenti rispettivamente lui nei suoi ricordi e lui nel presente
Non c’è titolo più azzeccato per questo minifilm o megacortometraggio che non The Song of Lunch. Il narratore descrive ogni azione e riferimento emotivo di personaggi presi in esame nei loro buffi e strambi modi di apparire. Non mancano freddure umoristiche che rendono l’opera realmente completa nel rappresentare uno scorcio di vita. Lui e Lei i protagonisti. Il pranzo il protagonista.. oppure il suono, la musicalità. Un osservatore esterno al pianeta Terra potrebbe chiedersi chi si avvicina al pranzo, cosa può circondare il pranzo, quale il potere del pranzo nel consolidare rapporti; zoomiamo su quel tavolo e vediamo cosa quelle due persone adulte stanno vivendo. In un tempo passato i due si amavano e lui ama ancora lei tanto da sentire radicata in se la rabbia di non essersi tenuto stretto quello di cui ardentemente aveva bisogno. Lui invecchiato, solo, con il suo lavoro e il suo libro di scarso successo. Lei con una vita, completa. Grappino. |
Strada a doppia corsia – Monte Hellman
Regia: Monte Hellman |
Poche battute. Il rombo dei motori. Una macchina. La macchina. Modello del 1950 di una Chevrolet 150 truccata e modificata da un giovane pilota e dal compagno meccanico, dei quali non viene mai pronunciato il nome in tutto il film. Inizia il viaggio verso est direzione costa americana inesplorata. Completamente al verde si procurano il necessario in gare clandestine locali scegliendosi accuratamente i polli da sfidare e stando bene attenti di non incappare nella polizia. Poco da aggiungere nella presentazione, presto si aggrega al duo una giovane autostoppista diretta anch’essa ad est. Altra variabile introdotta successivamente il GTO quarantenne reo sfidante dei due ragazzi: arrivare a Washington D.C. per primi potrebbe costare il libretto delle rispettive vetture. Il legame tra i quattro si consolida tra scherzi, gare e amori sfuggevoli. Road movie di culto, meno famoso rispetto ad altre icone del genere colpevole anche uno scarso successo commerciale. |










